Come sconfiggere i tumori del seno: il ruolo della prevenzione.

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Come sconfiggere i tumori del seno: il ruolo della prevenzione.

COME SCONFIGGERE I TUMORI DEL SENO: IL RUOLO DELLA PREVENZIONE

PREVENZIONE PRIMARIA

Lo scopo della prevenzione primaria è di ridurre l’incidenza del cancro tenendo sotto controllo i fattori di rischio modificabili e aumentando la resistenza individuale a tali fattori. In altre parole si tratta di ridurre la probabilità che compaia un tumore del seno.

Una corretta strategia di prevenzione primaria non si basa solo sull’identificazione dei fattori di rischio, ma anche e soprattutto sulla valutazione di quanto l’intera popolazione o il singolo individuo siano esposti a tali fattori.

Le strategie di prevenzione primaria possono essere dirette a tutta la popolazione o a particolari categorie di persone considerate “ad alto rischio” (per esempio donne con mutazione dei geni BRCA). Nello specifico è possibile ridurre il rischio di ammalarsi di tumore al seno modificando lo stile di vita e agendo sui fattori di rischio modificabili. Secondo i consigli della comunità scientifica italiana e internazionale è consigliabile (fig. 1):

– Tenere sotto controllo il peso corporeo, in particolare dopo la menopausa, prestando attenzione alla circonferenza vita in modo che rimanga se possibile sempre al di sotto del valore soglia di 90 centimetri; si consiglia anche di mantenere l’indice di massa corporea (IMC) nella norma al di sotto di 25kg/m2.

– Svolgere regolarmente attività fisica; ogni settimana almeno 90-150 minuti di attività moderata o 75 minuti di attività intensa, preferibilmente suddivisi in più giorni e non concentrati in uno solo; è consigliabile eseguire attività fisica moderata almeno 3 volte alla settimana, 30-50 minuti ogni giorno. Per attività fisica “moderata” non si intende solamente quella sportiva; anche altre attività come passeggiare, fare le pulizie, il giardinaggio, andare al lavoro a piedi sono considerate attività fisica; sotto il termine “intensa”, invece, ricadono le attività che provocano un veloce aumento della respirazione e una notevole accelerazione del ritmo cardiaco, come correre, ballare, fare esercizi aerobici.

– Evitare di bere alcolici e di fumare: anche piccole quantità di alcol sembrano aumentare il rischio di insorgenza del tumore al seno.

– Mangiare in modo sano seguendo una dieta equilibrata ipocalorica, povera di grassi saturi ed a basso contenuto di carne rossa e lavorata; la dieta mediterranea ricca di frutta e verdura è stata correlata a un minor rischio di insorgenza del tumore al seno.

– Quando possibile scegliere di avere più figli, in età giovane (< ai 30 anni) ed allattare se possibile al seno.

Figura 1: Consigli per ridurre il rischio di insorgenza del tumore del seno

Per le donne sane con “sindrome ereditaria del carcinoma della mammella e dell’ovaio”, a cui è stato riconosciuto un alto rischio di sviluppare il tumore al seno a causa della presenza di una mutazione nei geni BRCA, devono essere inoltre considerate due strategie specifiche e personalizzate di prevenzione primaria: la chirurgia profilattica di riduzione del rischio (mastectomia profilattica bilaterale e salpingo-annessiectomia profilattica bilaterale) e la farmaco-prevenzione.

– La mastectomia profilattica bilaterale, ovvero l’asportazione di entrambe le ghiandole mammarie sane, associata a ricostruzione, deve essere sempre considerata e proposta nelle donne con mutazione dei geni BRCA poiché è in grado di ridurre il rischio di insorgenza di tumore della mammella del 90%, spesso migliora la qualità di vita e sembra aumentare la sopravvivenza soprattutto se eseguita in giovane età intorno ai 30 anni e nelle donne con mutazione BRCA1.

– La salpingo-annessiectomia profilattica bilaterale, ovvero l’asportazione delle tube e delle ovaie, deve essere raccomandata nelle donne con mutazione BRCA a partire dai 35-40 anni dopo avere soddisfatto il desiderio di maternità, poichè questo intervento non solo salva la vita per il tumore alle ovaie, ma sembra anche poter ridurre il rischio di sviluppare il tumore al seno.

– Per le donne mutate ad alto rischio di insorgenza di tumore del seno vi è anche la possibilità di ricorrere alla prevenzione farmacologia. Con questo termine si intende la somministrazione di farmaci specifici che abbassano il rischio di sviluppare il tumore al seno, bloccando l’azione degli estrogeni sul tessuto mammario. Questi farmaci, tuttavia, presentano effetti collaterali, ed è importante valutarne i rischi e i benefici per ogni singola paziente.

PREVENZIONE SECONDARIA

La prevenzione secondaria ha l’obiettivo di effettuare una diagnosi precoce, ovvero di individuare il tumore, se presente, il prima possibile quando è di piccole dimensioni così da poterlo curare in modo efficace ed ottenere il maggior numero di guarigioni.

Identificare una lesione maligna ad uno stadio precoce, quando il tumore è ancora localizzato solo nella mammella, permette interventi locali più efficaci e meno invasivi. Quando la neoplasia è individuata in fase iniziale le probabilità di guarigioni possono superare il 90%.

Secondo le linee guida nazionali ed internazionali la prevenzione secondaria dei tumori del seno può essere effettuata mediante alcuni esami che devono essere eseguiti con una cadenza che dipende dall’età della donna, dalla presenza di familiarità e dalla presenza o meno di sintomi (fig. 2):

– Per le donne di età compresa tra i 20 ed i 40 anni, senza sintomi, né familiarità si consiglia di eseguire una visita senologica ed un’ecografia mammaria con cadenza annuale.

– Per le donne di età superiore ai 40 anni, senza sintomi, né familiarità è consigliabile eseguire una visita senologica, una mammografia ed un’ecografia mammaria con cadenza annuale.

– In donne con familiarità per il tumore al seno il primo passo da fare è parlare con il proprio medico di famiglia o con un medico esperto in senologia (presso un Centro di Senologia qualificato) che potrà valutare la situazione e indicare, se necessario, i centri di riferimento a cui rivolgersi per eseguire gli esami di controllo ed una eventuale consulenza genetica. Il colloquio con il genetista ha l’obiettivo di valutare il rischio familiare e personale e di stabilire se sia indicato, eseguire il test genetico per la ricerca delle mutazioni BRCA che aumentano la probabilità di ammalarsi di tumore al seno ed all’ovaio.  Il test consiste in un semplice prelievo di sangue. Nelle donne con una mutazione dei geni BRCA, è consigliabile aderire a programmi personalizzati di diagnosi precoce. Questa “stretta sorveglianza” personalizzata dovrebbe cominciare dai 30 anni con visita senologica, mammografia, risonanza magnetica del seno ed ecografia mammaria eseguiti con cadenza annuale.

– In presenza di un sintomo come un nodulo al seno, il primo passo è rivolgersi al medico di famiglia, che potrà prescrivere la visita senologica o direttamente l’ecografia e/o la mammografia, da eseguirsi presso un centro specializzato per le patologie mammarie. Nei casi sospetti per neoplasia, sarà necessario anche un esame più approfondito, come il prelievo con ago per ottenere una diagnosi istologica.

Figura 2: Consigli per ottenere una diagnosi precoce

In considerazione dell’importanza della diagnosi precoce nell’aumentare le probabilità di guarigione e nel ridurre la mortalità da tumore del seno, tutte le Regioni hanno da diversi anni avviato in Italia dei programmi di screening organizzato per le donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni. In questa fascia di età, le donne sono invitate ogni due anni ad eseguire un esame mammografico che, oltre ad essere completamente gratuito, è condotto con scrupolo da personale esperto e secondo linee guida che pongono particolare attenzione alla qualità per ridurre al minimo il rischio di errore diagnostico; in alcune Regioni italiane si sta sperimentando l’efficacia di eseguire lo screening organizzato in una fascia di età più ampia, quella compresa tra i 45 e i 74 anni.

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